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 L'acciaio inossidabile per le coperture, Guida tecnica

L’ACCIAIO INOSSIDABILE PER LE COPERTURE – GUIDA TECNICA

1 Perché usare l’acciaio inossidabile nelle coperture
In architettura, l’acciaio inossidabile è spesso usato con funzione decorativa: facciate, rivestimenti interni, ascensori e scale mobili, corrimano e parapetti sono le sue applicazioni più comuni. Ma la famiglia degli acciai inossidabili ha molto più da offrire del semplice aspetto estetico. Le loro caratteristiche tecniche, infatti, fanno di questi materiali la scelta ideale per molte altre applicazioni in edilizia, per le quali la durabilità sia un requisito essenziale. Per il proprietario dell’immobile i vantaggi derivanti dall’uso dell’acciaio inox per la copertura sono soprattutto ricollegabili ai seguenti tre aspetti:

Massima aspettativa di durata
La presenza di inquinanti nell’aria rende necessario l’uso di materiali resistenti alla corrosione. Il Chrysler Building di New York è la prova più evidente di come l’acciaio inox sia la risposta giusta a questa esigenza. Costruito tra il 1929 e il 1932, questo grattacielo costituisce la più evidente testimonianza delle prestazioni dell’acciaio inox nelle coperture e nei rivestimenti delle facciate. L’inox utilizzato era di un tipo simile all’attuale EN 1.4301.

Minima manutenzione
Considerato che i costi di manutenzione vanno sempre aumentando, appare chiaro quanto sia importante tenere in considerazione questo aspetto già nella fase progettuale di un edificio. Grazie alla loro resistenza alla corrosione prolungata nel tempo e alla loro superficie liscia, la maggior parte dei tetti in acciaio inox, correttamente progettati e installati, richiede una manutenzione veramente minima.

Peso ridotto
Grazie alle sue alte prestazioni meccaniche, l’acciaio inossidabile è solitamente impiegato con spessori più bassi rispetto a quelli di altri materiali metallici per coperture. Questo può così portare a un peso inferiore finale del tetto e, conseguentemente, all’impiego di una struttura di sostegno più leggera e quindi più economica.

I tetti inox possono essere realizzati con diverse tecniche, da quella tradizionale dell’aggraffatura, a quella delle saldature speciali. In ogni caso, più di trent’anni di esperienza hanno dimostrato l’alto profilo della soluzione inox in termini di durabilità.

1.1 Il meccanismo di autoprotezione dell’acciaio inossidabile
L’acciaio inossidabile è una lega contenente almeno il 10,5% di cromo 1), cosa che conferisce all’acciaio un insita possibilità di autoproteggersi dalla corrosione. Quando la superficie dell’acciaio inox è esposta all’aria e/o all’acqua, il cromo reagisce a contatto dell’ossigeno in esse presente e forma una pellicola invisibile e protettiva di ossido di cromo. Se questa pellicola viene danneggiata, chimicamente o meccanicamente, si ricostituisce spontaneamente, in presenza di ossigeno. La resistenza alla corrosione può essere aumentata elevando il tenore di cromo e, ulteriormente, aggiungendo del molibdeno alla lega.

La presenza di nichel migliora la formabilità e la saldabilità. Gli acciai inossidabili contenenti nichel incrudiscono durante la deformazione a freddo, conferendo così all’elemento fabbricato un’aggiuntiva funzione strutturale.

Gli acciai inossidabili più comunemente usati hanno un contenuto di cromo di 17-18% e un contenuto di nichel di 8-10,5%. Per questo motivo sono conosciuti come “18/8” o “18/10”. Questi tipi di acciai al cromo-nichel sono chiamati “acciai inossidabili austenitici”.

Esiste un’altra famiglia di acciai inossidabili che contengono in lega soprattutto cromo e, eventualmente, altri elementi come il titanio. Questi sono chiamati “ferritici”. Nelle coperture, possono essere utilizzati tipi contenenti cromo dal 12 al 17%, con rivestimento organico o metallico.

1.2 Convenienza economica delle coperture di acciaio inossidabile
Il calcolo del costo del ciclo di vita di un tetto, costituito con un dato materiale, prende in considerazione sia i costi iniziali, sia quelli previsti durante l’intera vita utile desiderata per il tetto. L’insieme dei costi è relativo ai materiali, alla costruzione, all’installazione, al funzionamento, alla manutenzione, ai tempi di non utilizzo, alle sostituzioni di parti usurate e al valore residuo. Un programma per PC, in grado di calcolare il costo del ciclo di vita, è disponibile presso Euro Inox.

Benché il costo iniziale del materiale inox può risultare più elevato di quello degli altri materiali metallici, il costo del materiale installato (materiale + installazione) è solo leggermente diverso. Tuttavia, il costo dell’intero ciclo di vita per l’opzione inossidabile può essere significativamente più basso di quello dell’acciaio galvanizzato o dell’acciaio al carbonio con rivestimento organico.

Minor costo delle strutture portanti
Dato che l’acciaio inossidabile è normalmente resistente all’aggressione corrosiva dell’umidità che si forma sotto il rivestimento, può non essere necessario installare una struttura portante ventilata. Ciò consente di scegliere un tetto caldo compatto, che è spesso più economico e che – se montato correttamente – offre una migliore “fisica” della costruzione. Comunque, in questo caso, una barriera al vapore, perfettamente installata, diventa una necessità.

1.3 Caratteristiche fisiche
Oltre che per l’aspetto estetico e per la sua durabilità, gli architetti, i proprietari e gli operatori edili possono scegliere l’acciaio inossidabile anche per le sue caratteristiche fisiche.

Riflessione del calore
Grazie alla sua superficie liscia e lucida, l’acciaio inossidabile offre ottime proprietà di riflessione del calore.

Conducibilità elettrica
La membrana senza interruzioni, formata da un tetto inox saldato in continuo, può rendere inutile l’installazione aggiuntiva di un parafulmine. Spesso è sufficiente realizzare una buona messa a terra, collegandovi l’intero tetto. I tetti inox possono anche contribuire a formare lo scudo elettromagnetico necessario a quegli edifici che accolgono apparecchiature elettroniche sensibili ai campi magnetici.

Resistenza al fuoco
Studi ed esperienze hanno dimostrato che l’acciaio inossidabile possiede ottime caratteristiche quando sottoposto a carico d’incendio.

1.4 Caratteristiche meccaniche
Le caratteristiche meccaniche dell’acciaio inossidabile sono particolarmente importanti per l’appaltatore che deve realizzare un tetto. La facilità di costruzione è strettamente legata al tempo necessario per la posa in opera e, quindi, al suo costo.

Lavorabilità alle basse temperature
Gli acciai inossidabili comunemente usati per le coperture sono facili da sagomare e da unire. Non risentono delle temperature esterne molto basse, quindi la costruzione e il montaggio possono avvenire senza problemi, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

Caratteristiche meccaniche
L’acciaio inossidabile mantiene eccellenti doti di resistenza, duttilità e tenacità in un ampio intervallo di temperature. La sua resi-stenza meccanica è così alta che è spesso possibile ridurre lo spessore del rivestimento o del componente edile. Inoltre, con la lavorazione a freddo, aumenta la sua rigidezza.

1.5 Ecocompatibilità

Oggigiorno la scelta dei materiali è largamente influenzata dal fattore sostenibilità:
• i materiali da costruzione devono essere sicuri per i lavoratori;
• durante tutto il ciclo di vita in servizio, i materiali da costruzione devono essere neutri nei confronti dell’ambiente e non devono rilasciare sostanze nocive nell’aria o nell’acqua piovana;
• alla fine della loro vita utile, i prodotti edili non devono creare problemi di smaltimento e devono essere completamente riciclabili.


Contenuto riciclato e riciclabilità
L’ acciaio inossidabile è prodotto utilizzando fino al 60% di materiale riciclato e può, in seguito, essere di nuovo riciclato al 100% per un numero infinito di volte. Mentre alcuni altri materiali per i tetti devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi, l’acciaio inossidabile può persino avere un valore di rottamazione alla fine della vita utile dell’edificio.

Neutralità alla pioggia
L’acciaio inossidabile, ricoperto da una speciale pellicola passiva omogenea, non influenza in alcun modo l’acqua piovana, che può scorrere via tornando alla falda freatica.

1.6 Requisiti architettonici
Pochi altri elementi dominano l’aspetto di un edificio come la forma del suo tetto. L’acciaio inossidabile è adatto per ogni tipo di geometria di tetto: piana, spiovente o curva.

Possibilità di progettazione
I prodotti inox sono disponibili con varie finiture superficiali, la cui gamma va dal grigio tenue fino a quella lucida a specchio. Tutte mutano il loro aspetto a ogni minimo cambiamento delle condizioni di luce.

Tetti a verde
Essendo resistenti all’azione delle radici e delle alghe, i tetti inox piani costituiscono un’eccellente base per i tetti “a verde”. La scelta corretta del tipo di acciaio inossidabile e un appropriato strato drenante, posto tra l’inox e il materiale organico, permetteranno di avere un giardino per tutte le stagioni.

2 Criteri generali di scelta
L’architetto e l’installatore hanno ampie possibilità di decisione nelle scelte legate all’effetto visivo richiesto, alla tecnica di copertura e all’ambiente.

2.1 Tipi di acciai inossidabili
Leghe diverse sono impiegate in ambienti diversi:

2.2 Finiture superficiali
Certamente, quando lo scopo del tetto è puramente quello funzionale, la scelta è facile: la finitura più comune è la 2B, che presenta una superficie abbastanza riflettente, liscia e piana. Come regola generale, si può affermare che più una superficie è lucida e liscia, più elevata sarà la sua resistenza alla corrosione e più facile la manutenzione. Sono però disponibili anche diverse finiture opache e colorate. La scelta è legata all’ambiente, agli edifici circostanti e al progetto. Ulteriori dettagli si possono trovare nella brochure “Guida alle finiture dell’acciaio inossidabile”, edita da Euro Inox.

Per i tetti tradizionali, sono spesso preferiti i laminati opachi o i materiali poco riflettenti. Possono essere anche scelte finiture di acciaieria, come la 2B o la 2R (ricotta), quando sia consentito o richiesto un più elevato grado di riflettività.

Una gamma di materiali a bassa riflessività viene prodotta in diversi modi:

Rivestimento elettrolitico, su entrambe le facce, costituito da un sottile strato di stagno al 100%. I vantaggi di questa soluzione non sono solo dati dall’aspetto grigio opaco, ma anche dal fatto che ciò semplifica l’operazione di brasatura.

Una finitura opaca può essere ottenuta con un procedimento di laminazione a freddo. Molti produttori offrono una vasta gamma di finiture diverse.

Anche lamiere decorate con speciali disegni sono disponibili per realizzare tetti.

Un altro sistema per ottenere la finitura opaca è quello di sabbiare il materiale con una graniglia di materiale neutro, non ferroso. Questo sistema è comunemente chiamato pallinatura. Variando il procedimento, si ottengono superfici poco riflettenti od opache simili a un tessuto, durevoli e con un ottimo effetto estetico. La lavorazione, però, può comportare la distorsione della lamiera, soprattutto se è stata pallinata su un solo lato. L’uso dell’acciaio inox colorato è molto comune in alcuni paesi. Alcuni produttori offrono un rivestimento in PVDF con uno spessore tipico di 35 µm. Sono sul mercato anche rivestimenti acrilici con una gamma di colori ampia quanto quella degli acciai al carbonio verniciati. Altri producono invece acciai inox colorati mediante procedimento elettrochimico che inspessisce lo strato superficiale di ossido in modo che l’aspetto metallico assuma i colori oro, blu, bronzo, verde, nero e rosso.

2.3 Resistenza alla corrosione e protezione superficiale
Di norma, la resistenza alla corrosione dell’acciaio inossidabile non è alterata dai processi di finitura, ma bisogna ricordare che più è liscia la finitura superficiale migliore è la resistenza alla corrosione per quel particolare tipo di acciaio. Più specificatamente, nelle aree fortemente inquinate, le superfici più rugose favoriscono i depositi di sporco e di umidità che possono macchiare o danneggiare l’acciaio inossidabile. È importante che il tetto sia progettato in modo che l’acqua piovana scorra via facilmente dilavando la superficie.

Molti dei prodotti descritti possono essere forniti con una pellicola protettiva, removibile per evitare graffi, macchie e danni durante la lavorazione e il montaggio.

2.4 Compatibilità con altri materiali
L’acciaio inossidabile viene spesso a contatto con altri materiali. Quando si tratta di applicazioni nei tetti, ciò avviene soprattutto nei confronti degli strati isolanti bituminosi. Ma, mentre altri metalli o materiali da costruzione possono incorrere in severi fenomeni corrosivi a causa del contatto con gli strati bituminosi e lasciar colare acqua da tali superfici, l’inox è altamente resistente. Questa è una delle ragioni per cui l’acciaio inossidabile è spesso la soluzione più economica nei progetti di restauro: gli strati bituminosi danneggiati, che altrimenti avrebbero dovuto essere rimossi e smaltiti come rifiuti pericolosi, possono essere lasciati sul tetto e venir ricoperti da una lamina di acciaio inox. Occasionalmente, sono stati registrati casi in cui legno e cemento avevano rilasciato umidità contenente resine e conservanti, causando corrosione nei metalli da costruzione. L’esperienza indica che l’acciaio inossidabile è resistente a queste sostanze. Bisogna poi porre attenzione in caso di combinazione tra materiali metallici diversi che possono essere soggetti a corrosione galvanica. E’ questo un fenomeno che riproduce il principio delle pile: due metalli – di cui uno relativamente “nobile” e l’altro molto meno “nobile” – entrano elettricamente in contatto attraverso un elettrolito. In questi casi, quando la corrente passa dal metallo meno nobile a quello più nobile, il primo si consuma. L’acciaio inossidabile ha un potenziale elettrico simile a quello dell’argento ed è, generalmente, il polo più nobile.
La pioggia e persino l’umidità dell’aria possono fungere da elettrolito. Se non adeguatamente protetto, il materiale in contatto può corrodersi mentre l’acciaio inossidabile rimarrà intatto. Più estesa è in proporzione la superficie del metallo più nobile e maggiore è la differenza dei due metalli in termini di potenziale (vedere il grafico alla pagina seguente), più elevato è il rischio. Uno degli errori più diffusi è quello di usare fissaggi non inox (es. viti zincate, rivetti di alluminio, ecc.) su componenti di acciaio inossidabile. Poiché la superficie inox di un tetto è molto ampia e quella dei fissaggi è piccola, la corrosione galvanica consumerà questi ultimi molto in fretta. L’uso di fissaggi inox è dunque fortemente raccomandato. Abbastanza spesso, il contatto tra l’acciaio inossidabile e altri materiali metallici è inevitabile o persino voluto dal progettista per creare speciali effetti visivi. In questi casi, l’effetto galvanico può essere ridotto se l’elemento di acciaio inossidabile è molto più piccolo dell’altro componente metallico (es. acciaio al carbonio verniciato o zincato). Per questa ragione i fissaggi di acciaio inossidabile su tetti in acciaio, alluminio, zinco o rame non dovrebbero creare problemi. Tuttavia, se il componente inox è discretamente largo (cioè, all’incirca, più del 10% della superficie dell’altro metallo), è importante isolare elettricamente un metallo dall’altro per mezzo di rivestimenti, strati isolanti, e/o guarnizioni, ecc. onde evitare che si creino coppie galvaniche.

2.5 Attrezzi per le lavorazioni
Generalmente, possono essere utilizzati i normali macchinari per profilare, piegare e curvare o gli attrezzi manuali per i lattonieri ma, per evitare il formarsi di macchie di ruggine o graffi, si raccomanda l’uso di utensili e parti di macchine in acciaio inossidabile, in plastica o cromati. Si raccomanda la pulizia delle macchine prima dell’uso per prevenire uno scambio di residui di particelle contaminanti.

2.6 Accessori per coperture
Come regola, anche morsetti scorrevoli, fissaggi, tubi di evacuazione, canali di scolo, tubi di ventilazione, ecc. dovrebbero essere fatti di acciaio inossidabile. Se nel rivestimento di un tetto sono presenti anche altri metalli, è importante controllare la loro posizione nella scala galvanica. L’isolamento dei materiali, se correttamente eseguito, aiuterà a evitare la corrosione galvanica.

2.7 La brasatura dell’acciaio inossidabile
I lattonieri, abituati a lavorare con altri materiali metallici, a volte esitano a utilizzare l’acciaio inossidabile perché non ne conoscono le caratteristiche in relazione alla brasatura. Ma se è vero che la brasatura dell’inox richiede un po’ più “know-how”, è anche vero che non è difficile apprenderne le tecniche e diventare degli esperti. La chiave per ottenere buoni risultati sta nell’uso di flussi adatti. Quelli a base di acido ortofosforico danno ottimi risultati ed evitano tutti i rischi connessi con i cloruri. Comunque, le superfici inox devono essere scrupolosamente pulite e asciugate, dopo la brasatura, per rimuovere ogni traccia di flusso. I flussi utilizzati per altri metalli, es. rame e zinco, non sono adatti per l’acciaio inossidabile. Gli attrezzi per brasatura possono essere puliti con flussi di acciaio inossidabile, ma si devono evitare le pietre per affilare a umido.

Si possono utilizzare diversi tipi di leghe per brasatura dolce stagno di elevata purezza, con un punto di fusione di circa 230°C leghe di stagno-argento e stagno-piombo con un intervallo di fusione di 215-250°C.

Quando è possibile che le parti da unire mediante brasatura siano soggette a maggiori stress meccanici, queste devono essere preventivamente fissate con rivetti o con punti di saldatura, per poi procedere con la brasatura nel modo consueto.

3 Il sistema tradizionale di giunzione per aggraffatura
I nastri di acciaio inossidabile, generalmente dello spessore di 0,4 o 0,5 mm, possono essere reperiti in rotoli con larghezze comprese tra i 350 e i 1.250 mm. Questi spessori consentono la profilatura direttamente in cantiere, ma più spesso questa lavorazione avviene in officina, usando macchine speciali.

3.1 Progettare il tetto
Un tetto prefabbricato necessita di un substrato isolante continuo. Nel caso di un tetto freddo tradizionale con struttura ventilata, il supporto è generalmente costituito da travi in legno, fissate con un’intercapedine di circa 3 mm. Possono essere utilizzate anche pannellature, purché adeguatamente ventilate. Le tavole in legno devono avere uno spessore minimo di 22 mm 1) per garantire un fissaggio sicuro per le viti e i chiodi inox. Generalmente, viene fornita una membrana tra l’acciaio e il legno, che servirà come isolamento acustico o come protezione. Questi tetti, con struttura tradizionale, sono spesso più costosi di quelli con struttura calda o compatta, a causa della doppia costruzione di cui necessitano. D’altro canto, consentono però l’uso di morsetti semplici e più economici.

Un tetto caldo, con struttura compatta, è raccomandato per una miglior “fisica” della costruzione. In questo caso, l’isolamento continuo può essere costituito da una struttura in legno posta immediatamente al di sopra dello strato isolante. E’ tuttavia più comune, oggigiorno, l’uso di un isolante compatto, costituito, ad esempio, da lana minerale o schiuma di vetro. Molto importante è anche la corretta installazione di una buona barriera al vapore, tra la struttura portante e l’isolamento termico.

3.2 Sistemi di fissaggio meccanico
Gli elementi di lamiera inox che formano il tetto vengono fissati allo strato isolante sottostante per mezzo di morsetti di vario tipo:
• morsetti scorrevoli o fissi
• morsetti per fissaggio diretto su legno, per i tetti freddi, o per fissaggio su piastre o profili metallici
• per il fissaggio tra pannelli isolanti, o direttamente su blocchi solidi isolanti, esistono morsetti con disegni speciali, esempio con profili a Z o del tipo “GP” o “Krabban”.

Per calcolare il numero di morsetti necessari in un metro quadro di tetto, è necessario riferirsi alle norme nazionali prima di fare una valutazione specifica per la singola costruzione, che deve tener conto dell’altezza, dell’inclinazione, del bordo, dell’esposizione, dei carichi del vento e della neve e della regione geografica.

3.3 Le operazioni di aggraffatura
Dopo aver montato il primo elemento del tetto, il secondo viene fissato al primo e la giunzione è bloccata da una aggraffatura singola o doppia della giunzione. Le aggraffature singole sono accettabili solo per pendenze con un’inclinazione superiore ai 75°. Le piegature doppie sono raccomandate per tetti con una pendenza minima definita dalle norme nazionali.

L’aggraffatura può essere eseguita con utensili manuali, ma è più comune l’uso di speciali macchine piegatrici. La parte della macchina che viene a contatto con l’acciaio inossidabile deve essere anch’essa inox, oppure di acciaio speciale temprabile o di una lega che non lasci residui sul nastro inossidabile.

Un altro metodo tradizionale di costruzione dei tetti è quello dell’aggraffatura su tassello o del coprigiunto su tassello. Ne esistono di diversi tipi, alcuni dei quali sono qui illustrati. Entrambi i sistemi, che utilizzano tasselli in legno, sono oggigiorno meno comuni.

3.4 Le forme di tetto più adatte
I tradizionali metodi di aggraffatura possono essere utilizzati per tetti con forme diverse:
• Tetti con normale pendenza, aventi un’inclinazione minima, (come definito nelle norme nazionali)
• Tetti curvi, cilindrici, sferici.

4 La giunzione mediante saldatura continua
Questo sistema è stato sviluppato circa 40 anni fa in Svezia ed è stato quindi adattato per l’uso in tutto il mondo. Milioni di metri quadri di tetti sono stati coperti con questo metodo. Il nastro di acciaio inossidabile usato è sempre di tipo austenitico, saldabile, esempio EN 1.4404. Normalmente, è utilizzato materiale sia in rotoli sia in lamiera con spessore 0,4 o 0,5 mm e varie larghezze.

4.1 Tecnologia della saldatura
I nastri per tetti con un’unica aggraffatura (~30 mm) vengono saldati in continuo l’uno all’altro con una speciale macchina saldatrice. Si tratta di saldatura a resistenza in continuo senza materiale d’apporto. In questo procedimento continuo, la saldatura avviene per mezzo di elettrodi a rulli, che ruotano su entrambi i lati del giunto mentre la macchina avanza lungo il bordo da unire ad una velocità di ~ 3,5 m/minuto. Le alterazioni della microstruttura, create dalla saldatura nelle zone termicamente alterate, sono minime come pure è minima l’ossidazione superficiale. La saldatura si raffredda in fretta, grazie all’elevata velocità del processo, al sottile spessore del materiale (due volte 0,4 o 0,5 mm) e ai rulli raffreddati ad acqua. Per i tetti con giunzione meccanica, la parte mobile molto sottile (0,15 mm) del morsetto scorrevole è saldata tra i due giunti aggraffati. Sui giunti non raggiungibili con le normali attrezzature, si utilizzano piccole saldatrici o macchine portatili per saldatura a punti.

4.2 Tecnica di piegatura
Dopo la saldatura, una seconda macchina ripiega i giunti, proprio sopra la linea saldata. Ciò rinforza e raddrizza il giunto saldato.

4.3 Impermeabilizzazione all’acqua
Le giunzioni aggraffate con questo metodo sono a tenuta d’acqua, anche se sommerse. L’applicazione più comune di questo metodo si ha sui tetti completamente piani o leggermente inclinati sui quali potrebbero formarsi ristagni d’acqua spesso causati da feltri per isolamento o materiali simili deterioratisi col tempo. Il metodo della saldatura è idoneo tanto per tetti piccoli e costruzioni abitative che per progetti più grandi quali scuole, cliniche e musei, dove la garanzia di sicurezza per tutta la vita dell’edificio è prioritaria. Il sistema è particolarmente indicato per le nuove costruzioni, nelle quali l’aspettativa di durata del tetto è quella dell’edificio stesso. La ristrutturazione di tetti esistenti, dove altri materiali hanno avuto scarsa durata, è un settore applicativo in costante crescita e l’acciaio inossidabile, essendo resistente all’azione aggressiva dei materiali bituminosi, consente di evitare la rimozione dei vecchi feltri per isolamento. Le coperture inox saldate sono anche un ottimo sistema per la pavimentazione di terrazzi e torrette belvedere.

4.4 Tetti “a verde”
I nastri saldati di acciaio inossidabile sono ideali per i tetti “a verde”, per via della loro resistenza alla corrosione, allo stress meccanico, all’azione delle radici e delle alghe. Solo i tipi al molibdeno, però, dovrebbero essere impiegati per questo scopo.

4.5 Messa in sicurezza dei tetti saldati in continuo
I tetti piani possono essere fissati meccanicamente usando morsetti scorrevoli appositamente messi a punto per permettere la dilatazione termica. Oppure possono essere anche assicurati mediante pesi – uno strato di ghiaia, magnetite speciale, mattonelle, fasciame in legno o composto speciale per tetti a verde.

4.6 Scelta del tipo di acciaio e delle finiture
Per i tetti piani, l’acciaio inox consigliato è sempre quello al molibdeno, ad esempio nei tipi 1.4404 o 1.4436. La larghezza tipica dei nastri è di 625 o 650 mm per i tetti ancorati meccanicamente e di 800 - 1.250 mm per tetti zavorrati. Per aree con carichi di vento elevati o allo scopo di armonizzarsi con progetti già esistenti, la larghezza del nastro può essere specificata in 400 - 600 mm.
La finitura più comunemente usata è la 2B per tetti piani e zavorrati ma, dove l’aspetto estetico è predominante, può anche essere di tipo opaco, non riflettente, ottenuta con sabbiatura o laminazione a freddo.

4.7 Accessori specifici per i tetti saldati
Il sistema dei tetti saldati richiede un insieme specifico di accessori inox. Oltre alla gamma dei morsetti, ci sono componenti fatti su misura, come ad esempio i chiusini, con o senza griglie, per i tetti piani e i camini di ventilazione.

4.8 Perché scegliere le giunzioni saldate
• Difficilmente la pendenza o la planarità costituiscono un limite; curve, profilati scoscesi o piani possono essere combinati tra loro
• Il rischio con le zone piane circostanti, sui tetti con sommità cilindrica o sferica, è ridotto
• I tetti saldati sono impermeabili
• I nastri profilati possono essere montati perpendicolarmente alla forma generale del tetto
• L’intero tetto forma un’unica pelle in grado di offrire una protezione migliore contro i fulmini e le radiazioni elettromagnetiche (effetto gabbia di Faraday)
• I tetti saldati sono difficili da penetrare senza un’attrezzatura speciale, quindi forniscono la massima sicurezza contro le intrusioni o le fughe.

5 Altri sistemi
Lamiere grecate
Le lamiere grecate, con profili trapezoidali o sinusoidali, sono utilizzate per garantire l’impermeabilità dei tetti inclinati e sono normalmente fissate con ancoraggi inox a vista.
Queste lamiere non necessitano di strutture di supporto continue. Sono sufficienti travi in legno o in acciaio, montate a distanza regolare, per sorreggerle e assicurarle. Con questo metodo sono spesso rivestiti tetti e pareti degli edifici industriali.

Lamiere grecate di acciaio inossidabile, con sezioni più profonde, sono impiegate come struttura di supporto per diversi tipi di tetti, sia piani che inclinati, per quegli edifici in cui l’atmosfera risulta corrosiva, a causa delle lavorazioni che vi si svolgono, come ad esempio nelle cartiere, negli impianti di depurazione, nei birrifici o nelle industrie di concimi organici.

Giunti aggraffati
Questi nastri preformati hanno normalmente una larghezza tra i 300 e i 600 mm e i bordi aggraffati alti fino a 65 mm. I nastri, sospesi con i bordi sovrapposti sopra appositi supporti, fissati a ogni trave, vengono poi serrati insieme sopra la testa dei supporti, con una speciale macchina piegatrice.

6 Le norme europee
EN 502 Elementi per coperture di lamiera metallica – Specifica per elementi per coperture di lamiera di acciaio inossidabile non autoportante

EN 508-3 Prodotti di lastre metalliche per coperture – Specifiche per prodotti autoportanti in lastre di acciaio, alluminio o acciaio inossidabile - Parte 3: Acciaio inossidabile

EN 10088-1 Acciai inossidabili. Lista degli acciai inossidabili

EN 10088-2 Acciai inossidabili. Condizioni tecniche di fornitura delle lamiere e dei nastri per impieghi generali

EN 10088-3 Acciai inossidabili. Condizioni tecniche di fornitura dei semilavorati, barre, vergella e profilati per impieghi generali

EN 612 Canali di gronda e pluviali di lamiera metallica - Definizioni, classificazioni e requisiti


L'acciaio inossidabile per le coperture, Guida tecnica PDF: L'acciaio inossidabile per le coperture, Guida tecnica

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